Per Cagliari il primo maggio non è solo la festa dei lavoratori. E’ molto di più; è la Festa di Sant’Efisio, Santo Patrono della Sardegna e per la città significa festa, e festa grande. Tutto si ferma, tutto diventa occasione di incontro, tutto si arricchisce di tradizione, storia, sacro e profano. In questo clima nel cuore pulsante della città ha preso il via la terza tappa del circuito Volvo Cup, valido come Campionato Nazionale della Classe Melges 24. Casa Volvo allestita sul lungomare della centralissima Via Roma è stato il primo saluto alla flotta delle sessantadue barche iscritte. Skipper Meeting e via per il primo start di questo Campionato. Comitato di regata e flotta escono incoraggiati da uno splendido maestrale che soffia disteso sul campo di regata. Ma l’illusione è breve. Il comitato non fa in tempo a posare il campo che il vento cala fino a scemare completamente. Non resta che aspettare la termica che, dicono i cagliaritani, non tradisce mai. E’ l’una passata quando da 180° inizia soffiare un rarissimo Ostro con intensità di 12-14 nodi. Il comitato stenta a lanciare una flotta troppo incalzante sulla linea di partenza. Servirà un richiamo generale e due bandiere nere per dare il via ufficialmente al Campionato Nazionale. La black flag miete vittime illustri: Flavio Favini al timone di Blu Moon, Riccardo Simoneschi su Fratelli Giacomel Audi, i norvegesi di Terra, e ancora Luca Bursic alla barra di Eta Bera, Acqua Racing, Saut Faz e l’equipaggio locale di Lampogas.
La prima prova è un duello tra Uka Uka e Joe Fly, tra Lorenzo Bressani e Gabrio Zandonà (a bordo in occasione del Campionato Nazionale anche entrambe gli armatori Lorenzo Santini e Giovanni Maspero)
La spunta Joe Fly che ruba vento sull’ultima poppa e taglia primo il traguardo.
Subito dietro c’è Matteo Ivaldi su Brontolo seguito da Pietro D’Alì su Sherekhan e dagli svedesi di Rocad Racing.
Partenza regolare quella della seconda prova intorno alle 15,30. Il vento inizia a saltare, diventa uno scirocco e l’intensità è di 18-20 nodi. E’ la regata perfetta di Uka Uka Racing davanti alla flotta dal primo istante. Subito dietro ci sono Pietro D’Alì e il Team Barbarian timonato da Jamie Lea. Al quarto posto c’è l’affiatatissimo team di Alina di Maurizio Abbà con Luca Valerio al timone. Nicola Celon finirà quinto alla barra di Marchingenio. Arrivo al foto finish per Saetta con Nicolò Bianchi al timone, Brontolo, Joe Fly e Alfa Spider timonata da Gabriele Benussi.
C’è vento e tempo per un’altra regata. Alle 17, lo start, ma sulla linea, metà della flotta è fuori: richiamo generale e black flag.
La seconda partenza è regolare la flotta si distende sul campo di regata e si lancia verso le boe di bolina.
Sulla prima boa davanti a tutti c’è Eta Beta di Paolo Testolin, con Luca Bursic al timone e Francesco Ivaldi alla tattica.
Sono inseguiti da Online Sim Firebolt di Carla Ubertalli con Roberto Martinez al timone e da Flavio Favini su Blu Moon. Insomma per il team del Lago d’Iseo sembra proprio la regata attesa da tempo e costruita con un grande lavoro di squadra.
Alla seconda bolina Bursic & Co. dovranno cedere il passo ai big, ma chiuderanno comunque in un’ottima decima posizione.
Primo sulla linea del traguardo On Line Sim, davanti a Riccardo Simoneschi, Gabriele Benussi, Flavio Favini e Matteo Ivaldi.
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